venerdì 25 luglio 2008

NO al nucleare!!!!!!!!


A quanto pare il referendum del 1987 in cui noi italiani ( io non ero ancora nato) abbiamo deciso di non usufruire del nucleare per produrre energia è servito a poco. Perché? Perché dopo 21 anni è stato semplicemente deciso che l’energia nucleare è il prossimo campo in cui l’Italia si dovrà specializzare. Naturalmente questo è stato deciso senza minimamente consultare i cittadini.
Personalmente sono contro il nucleare al 100 % e se ci sarà bisogno di fare un altro referendum sarò sicuramente in prima linea, come spero lo siano molti italiani compresi anche coloro che avevano detto no la prima volta.
Voi direte: perché opporsi? Quali sono le motivazioni? Per spiegare la mia scelta bisogna partire dalle basi, cioè come si ottiene l’energia nucleare.

L’unico modo, al momento, per ottenerla proviene dalla fissione di un atomo di uranio o, per essere precisi, del suo nucleo.
Il procedimento non è complicato: viene scagliato a grossa velocità un neutrone sulla pasticca di uranio che, per casistica, colpisce il nucleo di un qualsiasi atomo di uranio (si usano metalli pesanti perché essi, oltre a essere radioattivi, hanno un nucleo più grosso ,composto cioè da più particelle, neutroni e protoni). La produzione di energia avviene a questo punto: il nucleo si spezza liberando altri neutroni per creare un effetto a catena sugli
altri nuclei e, in più, perde massa creando materiali più leggeri. L’energia è sviluppata da quella minima perdita di massa che si trasforma interamente in energia luminosa e calorica. Essa viene usata per riscaldare acqua il cui vapore viene utilizzato per azionare le turbine.
Ecco qua tutto il processo. Ma su tutto questo processo c’è un piccolo intoppo: la produzione di scorie.
Le scorie non sono altro che i prodotti di scarto di tutto il processo, comprese le pasticche di uranio già utilizzate. Esse sono molto inquinanti e producono radiazioni mortali, capaci di avvelenare l’ambiente i cibi e di modificare il genoma umano, creando malformazioni e molti tumori.
Le scorie inoltre, e non è poco, non sono smaltibili, possono soltanto essere stoccate in vasche di imballaggio per poi essere chiuse in dei bunker sotterranei…..bella soluzione! A dimenticavo un modo per eliminarle c’è, basta fare passare qualche migliaio di anni e la loro radioattività diminuirà fino a diventare normale, GRAZIE AL CAVOLO!!!!
Molti pensano che il nucleare sia una soluzione a causa della bassissima emissione di CO2 anidride carbonica nell’aria. Ora vorrei fare riflettere su una cosa si è vero la centrale nucleare non produce anidride carbonica in gran quantità e lasciando perdere il discorso scorie dico: ma l’uranio da dove lo prendono? Questo elemento è molto raro in natura e non sapete quanto anidride carbonica e gas peggiori siano emessi per estrarlo dalle rocce.
Ormai le miniere di uranio sono in esaurimento, mentre prima c’erano miniere dove la presenza di tale elemento era del 1% ora sono rimaste solo miniere da cui è possibile ricavare solo lo 0.1%.
In parole povere per ottenere un grammo di uranio bisogna lavorare un chilo di roccia con gli adeguati tipi di estrazione. L’inquinamento atmosferico per fare tutto ciò è di dimensioni inverosimili!
Un altro motivo per dire di no al nucleare è il costo e i tempi.
Per costruire un novo impianto ci voglio di solito dai 10 ai 15 anni senza contare che per soddisfare il fabbisogno italiano dovremmo costruire almeno 10 centrali con un costo che va dai 30 ai 50 miliardi di euro senza contare gli impianti di produzione di combustibile(uranio) e i depositi scorie. Inoltre la spesa rientrerebbe soltanto dopo 15 -20 anni da quando entra in
funzione. Questo toglierebbe sicuramente fondi per qualsiasi tentativo di sviluppo energetico con fonti rinnovabili.
Un' ultima considerazione, ricordiamoci anche dei rischi!

Insomma spero di aver manifestato e argomentato il mio disappunto, voi cosa ne pensate?
Se c’è n’è sara bisogno siamo pronti anche a scendere in piazza!
Dobbiamo smetterla di essere pro o contro ad una cosa perché di destra o di sinistra noi cittadini dobbiamo salvaguardare noi e i nostri diritti!!!!!!!!!!

sabato 19 luglio 2008

Tre Passi Avanti video-spot

video

Ecco il nuovo video-spot di tre-passiavanti.blogspot.com caricato su Youtube nella speranza che qualcuno rifletta sulle condizione in cui ci troviamo!

Realizzato da Fuser in collaborazione con Cacio91

venerdì 18 luglio 2008

2 premi



Siamo felici di annunciare che siamo stati doppiamente premiati con il Brillante Weblog!
Per questo dobbiamo ringraziare due persone:
Paola con il suo blog Il mondo di Paola:http://mondodipaola.blogspot.com/
Sole con il suo blog India:http://babi-india.blogspot.com/
Vi invitiamo a visitarli al più presto!

Regole:
1. Al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato, mostrando il link del suo blog.
2. Scegliere un minimo di 7 blog (o più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design.Esibire il loro nome e link, avvisarli che hanno ottenuto il premio "BRILLANTE WEBLOG".
3. Facoltativo ... esibire la foto (il profilo) di chi ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
saeanno presto messi i blog premiate
link premiati:

martedì 15 luglio 2008

L' Italia oggi...

Giorgio Napolitano
Il presidente della Repubblica Italiana è il capo dello Stato italiano e rappresenta l'unità nazionale, come stabilito dalla Costituzione italiana. Il presidente della Repubblica è un organo costituzionale che viene eletto dal Parlamento in seduta comune e resta in carica per sette anni. L'attuale Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano, undicesimo a ricoprire la carica.
Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo Presidente della Repubblica, in carica dal 10 maggio 2006.
In precedenza era stato Presidente della Camera dei Deputati nell'XI Legislatura (sostituendo nel 1992 Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e Ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996 e Senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica.
È il primo Capo dello Stato che abbia fatto parte del Partito Comunista Italiano.
È il terzo presidente ad essere eletto alla quarta chiamata (dopo Einaudi e Gronchi), il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato (dopo Enrico De Nicola, Gronchi, Leone, Pertini e Scalfaro), il secondo ad essere eletto da senatore a vita (prima di lui Leone), e il terzo presidente napoletano (dopo De Nicola e Leone).
Titolo di studio: laurea in giurisprudenza
Professione: politico
Partito: Democratici di sinistra (DS)

Renato Schifani
Il Presidente del Senato è la seconda carica dello Stato Italiano per rilievo politico, seconda a quella del Presidente della Repubblica e precedente a quella del Presidente della Camera. Attualmente è ricoperta dal senatore del Popolo della Libertà Renato Schifani.
Renato Giuseppe Schifani(Palermo. 11 maggio 1950) è un politico italiano, presidente del Senato della Repubblica dal 29 aprile 2008.
Titolo di studio: laureato in giurisprudenza
Professione: avvocato
Partito: FI – Il popolo della Libertà

Gianfranco Fini
Gianfranco Fini (Bologna, 3 gennaio 1952) è un politico italiano. E' stato presidente di Alleanza Nazionale per 15 anni. Dalla fondazione nel '93 fino al 2008. Ha ricoperto l'incarico di viceprsidente del Consiglio dei ministri dei governi Berlusconi II e III; nel III è stato anche ministro degli Affari esteri. Dal 30 aprile 2008 è Presidente della Camera dei deputati. E' la terza più importante carica dello Stato Italiano dopo il Presidente della Repubblica e il quello del Senato.
Titolo di studio: laurea in psicologia
Professione: politico e giornalista
Partito: AN – Il popolo della Libertà
Coalizione: PdL-LN-MpA


Silvio Berlusconi
“L'Italia è il Paese che amo. [...] Qui ho appreso la passione per la libertà.
Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare”
(Silvio Berlusconi, discorso sulla "discesa in campo" - 26 gennaio 1994)
Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, presidente del Consiglio dei ministri in carica dal maggio 2008. È fondatore e proprietario della società multimediale Fininvest (oggi Mediaset), fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia e presidente del club calcistico A.C. Milan. È conosciuto anche come Il Cavaliere in ragione dell’onorificenza conferitagli nel 1977 di cavaliere del Lavoro.
Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto quattro mandati di presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001/2005 e 2005/2006)[2]; infine, l’attuale, nella XVI (2008).
Secondo la stima elaborata dalla rivista Forbes, nel 2008 Silvio Berlusconi è il terzo uomo più ricco d’Italia e il 90° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 9,4 miliardi di dollari USA.

Titolo di studio: laurea in giurisprudenza; laurea honoris causa in ingegneria gestionale
Professione: imprenditore e politico
Partito: FI-Il Popolo della Libertà

Ministeri nella Repubblica Italiana
I ministeri presenti nell'attuale Governo italiano sono:
Ministero degli Affari Esteri (ministro: Franco Frattini)
Ministero dell'Interno (ministro: Roberto Maroni)
Ministero della Giustizia (ministro: Angelino Alfano)
Ministero della Difesa (ministro: Ignazio La Russa)
Ministero dell'Economia e delle Finanze (ministro: Giulio Tremonti)
Ministero dello Sviluppo Economico (ministro: Claudio Scajola)
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (ministro: Luca Zaia)
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (ministro: Stefania Prestigiacomo)
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (ministro: Altero Matteoli)
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (ministro: Maurizio Sacconi)
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (ministro: Sandro Bondi)
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (ministro: Mariastella Gelmini)
Ministri senza portafoglio
Ministero per i Rapporti col Parlamento (ministro: Elio Vito)
Ministero per le Riforme per il Federalismo (ministro: Umberto Bossi)
Ministero per la Semplificazione Normativa (ministro: Roberto Calderoli)
Ministero per i Rapporti con le Regioni (ministro: Raffaele Fitto)
Ministero per le Pari Opportunità (ministro: Mara Carfagna)
Ministero per le Politiche Comunitarie (ministro: Andrea Ronchi)
Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (ministro: Renato Brunetta)
Ministero per l'Attuazione del Programma di Governo (ministro: Gianfranco Rotondi)
Ministero per le Politiche Giovanili (ministro: Giorgia Meloni)
Se siamo in buone mani sta a voi, cari lettori, deciderlo. Commentate e esprimate la vostra opinione

Poesia dedicata a me da mio padre

Se riesci a mantenere la calma
Quando tutti attorno a te la stanno perdendo;
Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all’odio
senza tuttavia sembrare troppo buono
né parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio allo stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni
che ne fanno una trappola per ingenui;
o guardare le cose per quali hai dato la vita- distrutte –
e umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarle in un solo colpo a testa e croce
e perdere, e ricominciare di nuovo dall’inizio
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti anche dopo molto tempo che te li senti più
e così resistere quando in te non c’è più nulla
tranne la volontà che dice loro: “Resistete!”;
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
o passeggiare con i re senza perdere
il comportamento normale;
Se non possono ferirti né i nemici
né gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa,
tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa
e – quel che più conta – tu sarai un Uomo, figlio mio!
"IF" di Rudyard Kipling (1865-1936)

Il significato di poche parole

Ho trovato queste frasi scritte Jim Morriosn, alcune sono molto belle e profonde altre no ma possono lo stesso darvi consiglio specialmente la prima, che reputo la migliore insieme alla frase che riassume il significato che ha per noi la morte, paura, ma anche di cio che in realtà ci si può vedere. Ho messo in grassetto le frasi che reputo più significative.

- Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.
-C'è il sacro terrore della morte, ma la morte è un fatto naturale, credo che la morte sia un'amica dell'uomo, perché mette fine a quel grande dolore che è la vita.
- Siamo buoni a nulla, ma capaci di tutto.
-Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito.
- Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta.
- Dicono che l'amore è vita, io per amore sto morendo
- A volte basta un attimo per scordare una vita ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.
- Vorrei essere nato al contrario per poter capire questo mondo storto.

- Volevo attraversare i confini della realtà, volevo vedere cosa sarebbe successo: Solo curiosità!
- Quando il mio corpo sarà cenere il mio nome sarà leggenda
- In questo mondo di guerra e violenza anche i fiori piangono... e noi continuiamo a credere che sia rugiada.
- Se non hai ragione per vivere non trovarne una per morire.

- Vivi la vita attimo per attimo perché ogni attimo potrebbe essere l'ultimo.
- Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.
- Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l'ultimo perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo.
- Malinconia del passato, gioia del presente, pentimento del futuro... questa è la vita.
- Se per vivere ti dicono "siediti e stai zitto" tu alzati e muori combattendo.
- Uccidere è il coraggio di un momento... vivere il coraggio di sempre.
- Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare.

- L'eroe non è colui che non cade mai ma colui che una volta caduto trova il coraggio di rialzarsi
- La felicità è fatta di niente... che al momento in cui la vivi sembra tutto.
- Il futuro non esiste, è qualcosa che noi rincorriamo e quando lo raggiungiamo subito diventa presente e poi passato.
- Vorrei essere una lacrima per nascere dai tuoi occhi, vivere sul tuo viso, morire sulla tua bocca.

lunedì 14 luglio 2008

Pokerino al G8

"La più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale."
Così Amnesty Internation commenta i fatti avvenuti durante il G8 di Genova. Nello scorso post ho parlato abbondantemente degli scontri avvenuti in tale occasione; ma ora mi vorrei soffermare sul motivo della mia scelta di scrivere sull’argomento. Come tutti sappiamo dal 7 al 9 luglio si è svolto il G8 del 2008, anche in quell’occasione gruppi no-global sono scesi in piazza a manifestare il loro disappunto, la loro disapprovazione delle scelte effettuate da una cerchia ristretta di capi di stato sulle sorti di tutta l’umanità, scelte che alla fine sono insufficienti ed inadeguate. Infatti alla fine del summit l’ accordo raggiunto è stato quello di decidere di ridurre del 50% entro il 2050 le emissioni di anidride carbonica! A quanto pare i nostri leader avevano voglia di farci RIDERE, sono stati 3 giorni a discutere per arrivare ad un accordo che non risolverà niente, un accordo che doveva arrivare, per ottenere dei risultati, molto tempo prima; questa è una decisione che è arrivata in modo TARDIVO rispetto allo scorrere degli eventi, ORA è TROPPO TARDI! Ma c’è dell’altro, infatti queste decisioni sono state prese senza nemmeno consultare i paesi in via di sviluppo tra cui Cina ed India, che sicuramente non permetteranno che niente fermi la loro crescita industriale. Ora quindi mi chiedo, che cosa avranno fatto realmente durante il G8? Sicuramente non hanno lavorato, come minimo si saranno fatti un bel pokerino per passare il tempo. Ora apparte gli scherzi (e non so quanto ci sia da scherzarci sopra) a cosa serve il G8, è solamente un inutile perdita di tempo? A quanto pare Sì, tanto vale abolirlo, anche perché se devono stare a perdere tempo, ogni leader a ben altro a cui pensare, soprattutto il nostro Silvio Berlusconi, che con il debito italiano in continuo aumento e l’economia che va a rotoli ha il suo bel da fare. Inoltre se i nostri capi di stato hanno tanta voglia di stare tutti insieme a divertirsi, non c’è bisogno di organizzare il G8 c’è sempre l’assemblea dell’ONU!

sabato 12 luglio 2008

Il G8 di Genova

In questo post voglio parlare del G8 di Genova e di cosa sia successo realmente in quei giorni. Badate bene il mio non sarà un racconto dettagliato sui fatti accaduti, in quanto non sono ne storico ne un giornalista ma un semplice studente, comunque cercherò di essere il più preciso possibile.
Il G8 è un forum costituito dai paesi più influenti del Mondo ovvero le maggiori democrazie industriali emerse dal 1973 con in più la Russia a causa della sua influenza politica e militare. I paesi che attualmente partecipano al G8 sono: Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia. Il G8 del 2001 fu organizzato a Genova, il forum fu diviso in 4 giorni, da giovedì 19 a domenica 22 luglio; insieme alla riunione dei capi di stato erano state organizzate delle manifestazioni pacifiche da parte di associazioni no-global. Le proteste erano finalizzate a contrastare il potere di un gruppo ristretto di capi di Stato e di governo che, forti della loro potenza economica, politica e militare, erano, a detta dei manifestanti, in grado di decidere le sorti di vaste porzioni dell'umanità. Inoltre si contestavano le politiche e le ideologie neoliberiste adottate dalle organizzazioni sovranazionali come l'Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale.
Il 19 luglio si svolse una pacifica manifestazione di rivendicazione dei diritti degli extracomunitari e dei migranti, a cui parteciparono moltissimi gruppi stranieri, cittadini genovesi, rappresentanti della Rete Lilliput ed anche, in coda al corteo, un gruppo di anarchici. Venne stimata la presenza di 50 000 persone. Le giornate del 20 e del 21 luglio dovevano essere i momenti più importanti per i manifestanti, infatti erano previste manifestazioni di molte associazioni in diversi luoghi della città, però già dall’inizio della giornata gruppi anarchici e altri gruppi di estrema sinistra e destra vennero ripresi a procurarsi pietre e benzina. Gli scontri iniziarono nel primo pomeriggio da parte di manifestanti violenti, che per sfuggire dalle cariche delle forze dell’ordine si mescolarono con la folla di manifestanti pacifici. Le forze dell’ordine si dovevano dirigere verso piazza Giusti, dove dei manifestanti violenti stavano da alcune ore compiendo atti vandalici contro un distributore di benzina, un supermercato e una banca. I carabinieri che stavano sopraggiungendo sarebbero dovuti giungere da via Tolemaide per poi passare per il sottopasso ferroviario di via Archimede, senza venire quindi in contatto con il corteo pacifico, proveniente da corso Aldo Gastaldi e diretto in via Tolemaide, e avrebbero quindi dovuto bloccare i gruppi estremisti che da piazza Giusti stavano intanto avanzando verso il quartiere di Marassi. Ma, non conoscendo la città e avendo sbagliato strada, arrivarono invece dalla parallela via Giovanni Tomaso Invrea, per poi posizionarsi davanti al sottopasso ferroviario che divide corso Torino da corso Sardegna . Qui, dopo alcuni attimi di sosta, ufficialmente per liberare la strada e per contrastare il fitto lancio di oggetti di cui erano bersaglio, caricarono per alcune centinaia di metri (fino all'incrocio con via Caffa) la testa del corteo autorizzato (tra i primi il gruppo delle "Tute Bianche") che stava sopraggiungendo. Molti manifestanti ed alcuni giornalisti si allontanarono, dopo i primi lanci di lacrimogeni, per cercare riparo nelle strade laterali, ma nonostante ciò alcuni di essi non riuscirono ad evitare di essere coinvolti negli scontri e di subire il pestaggio da parte delle forze dell'ordine. Il capitano dei Carabinieri che aveva ordinato le cariche sostenne al processo che si trattava di cariche "di alleggerimento", ammettendo però di non conoscere la topografia della zona e di non essersi reso conto che così facendo aveva chiuso le vie di fuga.
Dopo questa prima carica i carabinieri iniziarono a ripiegare, per permettere il passaggio del corteo, ma nel frattempo alcuni manifestanti pacifici, a cui si erano aggiunti dei manifestanti violenti, provenienti dal sottopasso di corso Sardegna, avevano assaltato e poi dato fuoco ad un mezzo blindato in panne. A questo punto la centrale operativa perse i contatti radio con gli uomini presenti che, avendo già impiegato tutti i lacrimogeni a disposizione (infatti diversi agenti, seppur protetti dalle maschere, e molti manifestanti accusarono negli anni successivi problemi respiratori cronici a causa dell'enorme quantità di lacrimogeni impiegata), ripresero le cariche.
Durante i violentissimi scontri i manifestanti reagirono alle cariche ed ai lanci di lacrimogeni incendiando i cassonetti dell'immondizia e le automobili, utilizzandoli come barricata, e compiendo altri atti vandalici. Attorno alle 16:00 carabinieri e polizia iniziarono le cariche ed i pestaggi nei confronti dei manifestanti in piazza e nelle vie limitrofe e, grazie anche all'aiuto di numerosi mezzi, riuscirono a prendere il controllo dell'area. Un filmato ripreso dalla telecamera posta nel casco di un carabiniere, e presentato agli atti nel procedimento aperto dalla magistratura genovese in relazione alla morte di Giuliani, mostra un gruppo di carabinieri picchiare un manifestante rimasto isolato e poi trascinarlo a terra come un sacco insanguinato da via Crimea a via Ilice e per circa ottanta metri sino in piazza Alimonda. In quei frangenti giungeva in piazza, da via Invrea, il Defender con a bordo l'allora tenente-colonnello dei carabinieri
Giovanni Truglio, comandante dello stesso reparto cui apparteneva Placanica. Il manifestante ferito fu prelevato da un'ambulanza verso le 17:00. Arrivati allo scontro, la polizia non riuscendo a sostenere le cariche dei manifestanti, tenta la ritirata, in quel momento un defender dei carabinieri rimane bloccato dalla folla. Uno degli aggressori raccoglie un estintore e lo scaglia contro il mezzo. L'estintore colpisce l'intelaiatura del finestrino della porta posteriore del mezzo e rimane appoggiato tra la carrozzeria e la ruota di scorta: dall'interno uno degli occupanti lo colpisce con un calcio, facendolo rotolare a terra, in direzione di un manifestante con il volto coperto da un passamontagna, più tardi identificato nella persona di Carlo Giuliani, che in quel momento si trova a diversi metri dal Defender, in direzione di via Tolemaide.Questi solleva da terra l'estintore e fa per dirigersi, con l'estintore sollevato, verso la parte posteriore del Defender ma viene immediatamente colpito da un colpo d'arma da fuoco.
Il carabiniere
Mario Placanica si dichiarerà in seguito responsabile dello sparo. Placanica ha dichiarato di aver sparato due colpi in aria, uno dei quali ha colpito Giuliani. L'altro proiettile colpì il muro a destra della chiesa in piazza Alimonda, lasciandovi un segno individuato solo dopo alcuni mesi.
Giuliani cadde a terra in fin di vita (secondo l'autopsia ed in base ai filmati che ne mostrano il
sangue zampillante morirà diversi minuti dopo) e venne investito due volte dal mezzo che era riuscito a ripartire e si allontanava dalla piazza mettendo in salvo i carabinieri: la prima volta in retromarcia, la seconda a marcia avanti. Quando, dopo circa mezz'ora, il personale medico di un'ambulanza arrivò in soccorso, Giuliani era già morto, senza aver ricevuto alcun soccorso dalle Forze dell'Ordine che immediatamente dopo la sua caduta a terra rioccuparono la piazza e lo circondarono. L'evento, documentato da diversi filmati e da numerose fotografie, venne trasmesso da molte stazioni televisive in tutto il mondo, rendendo evidente il drammatico livello di violenza raggiunto dagli scontri di Genova. Le prime notizie di stampa, non smentite da fonti ufficiali, riferirono della morte di un ragazzo spagnolo, colpito da un sasso.
Probabilmente era possibile risalire subito all'identità del ragazzo (sul cui corpo esanime qualcuno, dopo la fuga dei manifestanti, procurò una larga ferita verosimilmente colpendolo con forza con una pietra), poiché le forze dell'ordine rinvennero il
telefono cellulare che aveva in tasca.
Verso le 21.00, preoccupata dalle notizie della morte di un giovane manifestante, la sorella di Carlo Giuliani chiamò il fratello sul cellulare, in possesso degli inquirenti. Una persona la cui identità resta ignota, rispose alla chiamata, e dopo averle chiesto chi fosse, dichiarò di essere un amico del Giuliani e la rassicurò sulle condizioni di salute del fratello. Solo più tardi le autorità avvertirono la famiglia della morte di Carlo Giuliani.
La tensione in Piazza Alimonda era altissima. Il fotoreporter Eligio Paoni, che fotografava il corpo di Giuliani prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, fu malmenato (ferite alla testa e frattura di una mano), gli fu distrutta una macchina fotografica e fu costretto a consegnare una pellicola che aveva cercato di nascondere. Anche il prete della chiesa di Nostra Signora del Rimedio che tentò di benedire il corpo di Giuliani non venne fatto avvicinare.
Circa mezz'ora dopo la morte di Giuliani, alcuni giornalisti di
Libero filmarono l'allora vicequestore Adriano Lauro mentre inseguiva per pochi metri un manifestante, urlandogli - davanti alle telecamere di Mediaset prontamente giunte sul posto con Renato Farina - di avere ucciso Giuliani con un sasso.
Le fotografie scattate da un abitante della zona e diffuse nel
2004 mostrano un acceso diverbio tra un carabiniere e un poliziotto. Ne parla anche Bruno Abile, un fotografo freelance francese presente in piazza Alimonda, in un'intervista all'ANSA del 21 luglio 2001.Qualcuno - mentre la zone attorno al corpo del giovane ucciso era interamente circondata ed occupata dalle Forze dell'ordine, come comprovato da una sequenza di fotografie - avrebbe messo un sasso a fianco della testa di Giuliani e procurato una profonda ferita sulla fronte in modo da far pensare ad una sassata.. A sostegno di questa tesi alcune fotografie mostrano il sasso prima ad alcuni metri a sinistra dal corpo e poi accanto alla testa sul lato destro, dove prima c'era solo un accendino bianco.
Il ruolo delle forze dell'ordine nella morte di Giuliani diventa evidente verso le 21 con la diffusione delle immagini scattate da un fotografo della
Reuters. I parenti di Carlo Giuliani furono avvisati verso le 22 e le emittenti televisive comunicarono il nome della vittima.
Il giorno seguente continuarono i tumulti con centinaia di feriti e decine di arresti. Questo è quello che accadde durante i giorni di manifestazione ma c’è dell’altro infatti in una scuola precisamente la Diaz era stata concessa dal comune di Genova al Genoa Social Forum, in un primo tempo come sede del loro media center, poi anche come dormitori. Stando alle testimonianze dei manifestanti la zona era divenuta un punto di ritrovo di molti manifestanti, soprattutto tra chi non conosceva la città, venendo frequentata durante le tre giornate anche da coloro che non erano tra gli autorizzati a dormire nell'edificio. Sempre secondo quanto riferito dai manifestanti e dal personale delle associazioni che avevano sede nella Pascoli non vi erano particolari situazioni di tensione nei due edifici.
Intorno alle 21 della sera del sabato (circa due ore prima della perquisizione e mezz'ora prima della supposta agressione alle forze dell'ordine) alcuni cittadini segnalarono la presenza in zona (via Tento, piazza Merani e via Cesare Battisti di alcuni manifestanti intenti a posizionare dei cassonetti dell'immondizia in mezzo alla strada e intenti a liberarsi di caschi e alcuni bastoni. Una volante della polizia mandata a verificare rilevò la presenza di un centinaio di persone davanti alla scuola Diaz, senza però essere in grado di verificare se fossero i soggetti segnalati dalle telefonate o se stessero realmente spostando i cassonetti in mezzo alla strada.
Successivamente la segnalazione di un attacco ad una pattuglia di poliziotti porta alla decisione, da parte delle forze dell'ordine, di una perquisizione presso la scuola Diaz (e, ufficialmente per errore, alla vicina scuola Pascoli) dove stanno dormendo 93 persone tra ragazzi e giornalisti in gran parte stranieri (la maggior parte dei quali accreditati). Il verbale della polizia parla di una "perquisizione": poiché si sospettava la presenza di manifestanti violenti. Ma nonostante tutto, resta tuttora senza motivazione ufficiale l'uso della tenuta antisommossa per effettuare una presunta perquisizione.
Tutti gli occupanti furono arrestati e la maggior parte picchiata, sebbene non avessero opposto alcuna resistenza. I giornalisti accorsi alla scuola Diaz videro decine di persone portate fuori in
barella. La portavoce della Questura dichiara, in una conferenza stampa, che 63 di essi avevano pregresse ferite e contusioni e mostra il materiale sequestrato, ma senza dare risposte agli interrogativi della stampa.Uno degli arrestati resterà in coma per due giorni. Le immagini delle riprese mostrano muri e pavimenti sporchi di sangue. A nessuno degli arrestati viene comunicato di essere in arresto, né i reati dei quali sarebbe accusato. Molti di loro scopriranno solo in ospedale (a volte attraverso i giornali) di essere stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio (gli arrestati però non si conoscevano tra di loro), resistenza aggravata e porto d'armi. Dei 63 feriti, tre avranno prognosi riservata: la studentessa tedesca ventottenne di archeologia Melanie Jonasch (che presentava trauma cranico cerebrale con frattura della rocca petrosa sinistra, ematomi cranici vari, contusioni multiple al dorso, spalla e arto superiore destro, frattura della mastoide sinistra, ematomi alla schiena e alle natiche), il tedesco Karl Wolfgang Baro (che presentava trauma cranico con emorragia venosa) e il giornalista inglese Mark Covell (che presentava perforazione del polmone, trauma emitorace, spalla e omero e trauma cranico, oltre alla perdita di 10 denti, e il cui pestaggio, avvenuto a metà strada tra le due scuole, venne ripreso in un video)
La versione ufficiale della
polizia di stato sostiene che l'assalto sarebbe stato motivato da una sassaiola proveniente dalla scuola verso una pattuglia delle forze dell'ordine che transitava in strada alle 21:30 circa (ma inizialmente in alcune relazioni l'orario indicato era stato 22:30). Il vicequestore Massimiliano Di Bernardini, in servizio alla Mobile di Roma e in quei giorni aggregato a Genova, in un primo tempo, riferirà di aver transitato "a passo d'uomo" (a causa di alcune vetture presenti nella strada molto stretta) davanti alla scuola con quattro vetture. Affermò inoltre che il cortile della scuola e i marciapiedi della strada "erano occupati da un nutrito gruppo, circa 200 persone, molti dei quali indossanti capi di abbigliamento di color nero, simile a quello tipicamente usato dai gruppi violenti" e che questi avevano fatto bersagli i mezzi con "un folto lancio di oggetti e pietre contro il contingente, cercando di assaltare le autovetture", ma che queste riuscirono poi ad allontanarsi "azionando anche i segnali di emergenza" nonostante la folla li inseguisse.. Le forze dell'ordine tuttavia non saranno in grado di fornire indicazioni precise sui mezzi coinvolti, né su chi li guidava e le testimonianze sulla presenza di centinaia di estremisti non verrà confermata da altre fonti; successivamente Di Bernardini ammetterà di non aver partecipato ai fatti, ma solo di aver riportato quanto riferitogli da altri. Tempo dopo tre agenti sosterranno che un grosso sasso aveva sfondato un vetro blindato del loro furgone (un singolo mezzo, rispetto ai quattro dichiarati in un primo tempo) e che il mezzo venne poi portato in un officina della polizia per le riparazioni. L'episodio però non risulta dai verbali dei superiori, stilati dopo l'irruzione, che invece riportano di una fitta sassaiola, né sarà possibile identificare il mezzo che sarebbe stato coinvolto. Testimonianze successive di altri agenti, rese durante le indagini, sosterranno al contrario, il lancio di un bullone (evento a cui i superiori non avrebbero assistito) e di una bottiglia di birra, lanciata in direzione di quattro auto della polizia, ad una delle quali si era aggrappato un manifestante. Alcuni giornalisti e operatori presenti all'esterno della Pascoli racconteranno invece di aver visto solo una volante della polizia in coda insieme ad altre auto dietro un autobus (che si era fermato in mezzo alla strada per far salire i manifestanti diretti alla stazione ferroviaria) che, arrivata all'altezza delle due scuole, accelerava di colpo "sgommando", al seguito della quale veniva lanciata una bottiglia (che si infrangeva a terra a diversi metri di distanza dall'auto ormai lontana); versione confermata in parte da altri testimoni all'interno dell'edificio (che affermeranno di aver sentito il rumore di forte accelerata seguito pochi istanti dopo da alcune urla e dal tonfo di un vetro infranto). Queste versioni contrastanti e date in tempi diversi, hanno posto fortemente in dubbio l'effettivo verificarsi del fatto addotto a motivo dell'irruzione.
Un ulteriore lancio di sassi verso le forze dell'ordine, una volta che queste si erano radunate fuori dall'edificio - sempre addotto a motivo dell'irruzione nella scuola al fine di assicurare alla giustizia i presunti manifestanti violenti - è stato escluso nel corso del processo dall'analisi dei filmati disponibili da parte del
RIS.
L'arresto in massa senza mandato di cattura venne giustificato in base alla contestazione dell'unico reato della legislazione italiana (a parte i casi di flagranza) che lo prevede, ovvero il reato di detenzione di armi in ambiente chiuso: dopo la perquisizione, le forze dell'ordine mostrano ai giornalisti gli oggetti rinvenuti, tra cui sbarre metalliche, che si riveleranno provenire dal cantiere per la ristrutturazione della scuola, e 2 bombe molotov, che si scoprirà per puro caso essere state sequestrate il giorno stesso in tutt'altro luogo e portate all'interno dell'edificio dalle stesse forze dell'ordine per creare false prove (un video dell'emittente locale
Primocanale, visionato ad un anno dei fatti, mostra infatti il sacchetto con le molotov in mano ai funzionari di polizia al di fuori della scuola e la scoperta di questo video porterà alla confessione di un agente, che ammetterà di aver ricevuto l'ordine di portarle davanti alla scuola).
Nella stessa operazione viene perquisita (per errore, stando alle testimonianze dei funzionari durante i processi) anche l'adiacente scuola Pascoli, che ospitava l'infermeria, il media center ed il servizio legale del Genoa Social Forum, che lamenterà la sparizione di alcuni dischi fissi dei computer e di supporti di memoria contenenti materiale sui cortei e sugli scontri, oltre alle testimonianze di molti manifestanti circa i fatti dei giorni precedenti (sia su supporto informatico che cartaceo). Alcuni dei computer che erano stati dati in comodato al Genoa Social Forum dal Comune e dalla Provincia e alcuni computer portatili dei giornalisti e dei legali presenti verranno distrutti durante la perquisizione. Poche ore prima dell'assalto, in un comunicato stampa diffuso dal Genoa Legal Forum, si annunciava che il giorno successivo sarebbe stata sporta denuncia contro le forze dell'ordine per quanto avvenuto in quei giorni, avvalendosi di questo materiale. La
Federazione nazionale della stampa si costituirà parte civile al processo contro questa irruzione.
Tutti gli arrestati della scuola Diaz e della scuola Pascoli sono stati in seguito rilasciati, alcuni la sera stessa, altri nei giorni successivi. Col tempo cadranno tutte le accuse ai manifestanti per quanto riguarda l'accoltellamento di un agente, fatto che verrà smentito dalle perizie del RIS secondo cui i tagli sarebbero stati procurati appositamente (l'agente peraltro cambierà versione sull'avvenimento diverse volte).
Le persone fermate e arrestate durante i giorni della manifestazione furono in gran parte condotte nella caserma di Genova
Bolzaneto, che era stata approntata come centro per l'identificazione dei fermati. Saranno poi trasferite in diverse carceri italiane. Secondo il Rapporto dell'ispettore Montanaro, frutto di un'indagine effettuata pochi giorni dopo il vertice, nei giorni della manifestazione transitarono per la caserma 240 persone (di cui 184 in stato di arresto, 5 in stato di fermo e 14 denunciate in stato di libertà), ma secondo altre testimonianze di agenti gli arresti e le semplici identificazioni furono molte di più, quasi 500 ].
In numerosi casi, i fermati accusano il personale delle forze dell'ordine di violenze fisiche e psicologiche, e di mancato rispetto dei diritti legali degli imputati (impossibilità di essere assistiti da un legale o di informare qualcuno del proprio stato di detenzione): gli arrestati raccontano di essere stati costretti a stare ore in piedi, con le mani alzate, senza avere la possibilità di andare in bagno, cambiare posizione o ricevere cure mediche. Inoltre riferiscono di un clima di euforia tra le forze dell'ordine per la possibilità di infierire sui manifestanti, e riportano anche invocazioni a dittatori e ad ideologie dittatoriali di matrice
fascista, nazista e razzista e minacce a sfondo sessuale nei confronti di alcune manifestanti.
I giudici scarcereranno, nei giorni successivi, tutti i manifestanti, per l'insussistenza delle accuse che ne avevano provocato l'arresto.

giovedì 10 luglio 2008

Il CAI è salvo!

Se non fosse stato così ci sarebbe stato da gridare allo scandalo. Fino a pochi giorni fa, infatti, Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta aveva deciso di smantellare per decreto il CAI, Club Alpino Italiano. Perchè? Perchè la sede nazionale ha meno di 50 dipendenti e, secondo Brunetta, tutti gli enti con meno di 50 dipendenti sono inutili. Pare che smantellando il CAI lo Stato risparmi annualmente niente meno che 1 milione di €, (alla faccia!) cifra che certamente non risolleverà il paese. Il lavoro che fanno le migliaia di volontari e soci da chi sarebbe stato rimpiazzato?
Eliminando la sede centrale di Milano si sarebbero mandate allo sbando tutte le sezioni e sottosezioni nazionali, perché è qui che come ente pubblico il CAI amministra la burocrazia, dove vengono anche gestite tutte le polizze ssicurative.
Risultato: niente più sentieri, niente più rifugi, niente salvataggi e niente più turisti. Per fortuna, grazie anche il leggero disappunto manifestato dai membri, Brunetta ha cambiato idea e si è accorto della cretinata che stava per commettere. Il CAI sarà salvato con un decreto. E meno male! Il Club Alpino Italiano ha la bellezza di 145 anni di storia (è stato fondato nel 1863 da Quintino Sella) e si occupa della manutenzione dei sentieri e dei rifugi e, soprattutto, del soccorso montano e speleologico.
Vorrei, infine, far notare che, oltre al CAI, potrebbero scomparire molti altri enti importanti come parchi naturali ecc.. solo perché non hanno ALMENO 50 DIPENDENTI!!!!!!!

mercoledì 9 luglio 2008

G8, 7-9 luglio 2008, Hokkaido-Giappone

Siamo in buone mani...ehhh!!!! Alla fine del summit internazione delle maggiori e più influenti potenze mondiali concluso oggi 9 luglio siamo arrivati ad un accordo..finalmente direte voi.. MAH!!! Diminuire la quantita di anidride carbonica del 50% entro il 2050.. AHAHAH!! mi sembra una barzelletta! Un traguardo molto, troppo lontano nel tempo quando qualcosa andrebbe fatta adesso!! Non è che arrivati a questa data l'accordo mondiale verrà posticipato nuovamente???
Fuser
Maggori dettagli e spunti per riflessione saranno trattati da Didz

sabato 5 luglio 2008

Un nuovo telefono per te, Un nuovo respiro per l'Ambiente

La salvaguardia dell’ambiente è diventata ormai negli ultimi anni un obiettivo che si sono prefissati di raggiungere molte delle più grandi e sviluppate casa produttrici di qualsiasi bene di uso quotidiano: dagli elettrodomestici casalinghi alle automobili fino ad arrivare ai telefonini. Proprio in questo settore ormai così affermato e in continua crescita, la coreana Samsung ha presentato nel suo paese un telefono ecologico, cioè senza l’impiego di metalli pesanti e sostanze nocive nei circuiti elettronici come cadmio, mercurio e piombo. Tuttavia il nuovo SCH-W510 è un telefono di ultima generazione con fotocamera da 3 megapixel, Bluetooth, HSDPA e lettore multimediale. Solo il corpo del cellulare stesso è a sostegno dell’ambiente perché costruito in polimeri di mais. Una bella idea alla Samsung. Spero che questa sia la volta buona per la svolta decisiva che darà il via a una forte concorrenza con le altre multinazionali per la produzione di oggetti ecologici dove alla fine il vincitore sarà l’ambiente. Spero anche che questa iniziativa stimoli i consumatori a porsi il problema della sostenibilità ambientale prima dell’acquisto di un prodotto. Purtroppo ad ogni azione c’è una reazione uguale e contraria (che fisico ragazzi…XD): convertiamo campi di grano in colture per biogas e ora si scopre che diminuiscono le riserve di grano mondiali. Tra un po’ ci lamenteremo che quelle di mais inizieranno a scarseggiare?
Fuser

Salvaguardiamoci


Eccomi qua, cercherò di esprimermi senza annoiarvi troppo.
Voglio farvi una domanda: svegliandovi la mattina non vi è mai capitato di pensare all’ambiente che ci circonda?
Non so, alberi, verde, ormai quando ci svegliamo siamo scossi subito dalla frenesia di una nuova giornata che inizia, e non vediamo niente, svolgiamo semplicemente azioni meccaniche,abituali,circondati da palazzi e smog.
Ma non sognamo mai di vedere del verde dalla finestra invece dei soliti cassonetti strapieni?Senza quella nebbia che ci opprime i polmoni e che nasconde il paesaggio ai nostri occhi?
Forse quella che vedo è una mia utopia, ma se lo vogliamo veramente possiamo ottenere tutto.
Basta la nostra forza di volontà. Vogliamo una vita migliore per i nostri figli, no? (non che per ora abbia di codesti problemi :))
Allora diamoci da fare, prendiamo un attimo del nostro tempo e pensiamo all’ambiente….E dopo….bè dopo ognuno è libero di fare quello che vuole, ma se per cominciare basta non buttare la lattina di coca che teniamo in mano per terra ……
FACCIAMOLO!!!!!!!! Cacio 91

LA DIFFERENZA LA FACCIAMO NOI
W LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Il mio primo intervento

Con il mio primo intervento non vi annoierò con pesanti discorsi politici come era mia intenzione, ma vorrei semplicemente ringraziare tutti per la vita che sto conducendo, per il tenore di vita che mi concedo.
Esco tutte le sere spendendo almeno 10 euro ogni volta; la mattina e il pomeriggio ozio sul divano o al bar con i miei amici.
Le mie non sono critiche al mio modo di fare, ma semplicemente un’autovalutazione, un rendersi conto di quanto sia fortunato di fare parte di questa massa di privilegiati.
Eppure nonostante ciò riesco sempre a lamentarmi a non capire la mia fortuna, sapendo benissimo che c’è chi rischia di non arrivare al mattino dopo. Riesco a non dirmi felice a lagnarmi, magari solo perché mi manca l’ultimo imperdibile gioco della Play o per il vestito di marca troppo costoso o per l’uscita fra amici saltata.
Passati quei momenti di collera, allora mi rendo conto che sono io quello veramente povero, quello prigioniero, quello morto.
Povero d’animo, incapace di pensare agli altri, amando esclusivamente una persona: me stesso; prigioniero di un sistema falso e perverso, che con i suoi trucchi chiude la mia mente e disinibisce i miei sensi; morto perché non so più cosa significhi vivere. Alla fine penso, che una ragione per essere triste e lamentarmi l’ho trovata.
Didz

venerdì 4 luglio 2008

SOS rifiuti

Da molto tempo in Italia si è presentato il problema riguardante la spazzatura e il suo smaltimento.
Ultimamente, i disagi più grossi si sono verificati a Napoli: la mafia, che si occupava delle discariche abusive, ha deciso di lavarsene le mani (non che sia un danno perchè il racket non smaltiva o ammuchiava i rifiuti in modo illegale, recando gravi danni all'ambiente).
Tonnellate di rifiuti giacciono abbandonate nelle strade, con il rischio che i cittadini si ammalino, specialmente ora con l'arrivo del caldo.
I cittadini danno la colpa allo stato, ma qualsiasi proposta di risoluzione viene sabotata con proteste e manifestazioni anche violente.
Dicono di non volere altre discariche nè la costruzione di termovalorizzatori. Purtroppo ciò nn è possibile perchè questi rifuti devono essere smaltiti in qualche modo.
Penso che il modo migliore sarebbe un riciclaggio 100% ma si tratta di una soluzione impraticabile, dato che ancora siamo in pochi a fare la raccolta differenziata e non ci sono persone specializzate che nella discarica si occupano dei dividere l'organico dagli altri metalli e materiali riciclabili. E dei materiali organici cosa ce ne facciamo? Io penso che, essendo per l'appunto materia biodegradabile, sarebbe possibile, mediante attenti controlli, trasformareli in concime. Essendo tutto ciò per ora è irrealizzabile, fra i due mali io smetterei di protestare contro l'inceneritore. Purtroppo, la spazzatura è qualcosa che continueremo a produrre e che deve essere comunque smaltita. Il termovalorizzatore, può essere un idea se se ben costruito, si tratta di un impianto che usa come combustibili la biomassa, i rifiuti e che brucia ad una temperatura di 1000 gradi dando così calore ad una caldaia e quindi dando la possibiltà di produrre energia.

Questo può essere di sicuro un vantaggio, ma bisogna ricordare che la cenere prodotta non è utilizzabile, anzi sono dette scorie non pericolose da smaltire in apposite discariche. Non c'è una specie di paradosso? Allora le discariche nn verranno mai eliminate? Inoltre il termovalorizzatore produce fumi tossici e piccole quanrtità di diossina che, pur passando da più filtraggi rischiano di andare nell'aria. Le contraddizioni sono tante, ma arrivati a questo punto mi sembra che l'unica possibilità sia questa e aspettare che la raccolta differenziata cominci a funzionare.